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Abstract: . . . considerata come uno strumento efficace di valorizzazione e di tutela delle produzioni alimentari tipiche. Esso ha avuto una grande diffusione soprattutto nei Paesi Mediterranei e segnatamente in Italia e in Francia che sono i Paesi con la più antica e ricca tradizione alimentare. Personalmente ritengo che i rischi associati ad una interpretazione miope e conservatrice della normativa delle DOP non siano inferiori ai benefici che una interpretazione intelligente può produrre. Vi invito a meditare i seguenti punti: 1. lo scopo fondamentale della DOP e della IGP è di garantire la conservazione di una ricetta (di una formulazione, di una tecnica di produzione, delle caratteristiche e proprietà di un prodotto, ecc.) oppure la esclusività di un riferimento . . . . . . legate alla prestazione nutrizionale Caratteristiche legate alla prestazione sensoriale Caratteristiche legate alla prestazione funzionale Caratteristiche microbiologiche Caratteristiche (limiti) legati alla sicurezza Caratteristiche del contesto produttivo LA QUALITA ’ COME INSIEME DI CARATTERISTICHE DELL ’ UNITA ’ CONFEZIONE - PRODOTTO IL CONSUMATORE Esprime aspettative e bisogni, cioè requisiti ( requisitum = ciò che viene richiesto) IL SISTEMA PRODUTTIVO : LA FILIERA “ DAL CAMPO ALLA TAVOLA ” occorre tradurre i requisiti in prestazioni PLAN le prestazioni soddisfano i requisiti DO occorre tradurre le prestazioni in caratteristiche PLAN le caratteristiche determinano prestazioni DO occorre tradurre le caratteristiche del prodotto in standard . . . . . . iso 9000 Page 1 1 P REMESSA E DEFINIZIONI La norma ISO 9000 definisce la qualità come il “grado 1 in cui un insieme di caratteristiche intrinseche soddisfa i requisiti” e definisce il requisito come “esigenza o aspettativa dell’utilizzatore (o, nel linguaggio commerciale, del cliente) che può essere espressa o implicita”. Questa sintetica definizione – ben più precisa ed efficace di quella proposta fino al 2000 dalla norma ISO . . . . . . “quantità di qualità” presente in un determinato oggetto… 2 Il termine “requisito” deriva dal latino (participio passato di requirere ) e significa letteralmente “ciò che è richiesto”. 3 Questo argomento è ottimamente discusso in una nota di Pina Todaro, “Qualità e quantità tra Galilei, Descartes e Spinoza”, Seminario Illesi, 31 marzo 2003. Page 2 2 soggetto e che Galileo definisce pertanto come “puri nomi” 4 . Gli esperti di analisi sensoriale dovrebbero considerare con maggior attenzione questo pensiero di Galileo. Così non direbbero, ad esempio, che un biscotto è più o meno dolce, ma piuttosto che determina una diversa percezione di dolcezza. Né direbbero che un olio ha un aroma di fruttato, ma che determina una percezione gusto-olfattiva . . . --3000,4,375,2969,52647
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